Message in a bottle

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17/09/07

Non è peccato (Syria)

(commento di Pino Fanelli da “Se Vuoi” )

"Non è peccato" è' il sesto album di Syria e contiene 12 brani inediti scritti appositamente per lei da diversi artisti e autori, come Jovanotti, Tiziano Ferro, Mario Venuti, Le Vibrazioni e Giorgia.
“Non è peccato” è anche il pezzo leader dell’album, firmato per Syria da Mario Venuti.


Cadono vecchi tabù
come frutta oramai matura,
tempi duri davvero
per chi vuole dare scandalo,
nessuno si stupisce
se un uomo ama un altro uomo,
se le ragazze cattoliche
non sono più vergini.
Non mi chiedo più se è peccato,
se è un bene o un male sai,
non sbaglia chi comunque va
e ogni giorno
è un’avventura bella
da ricominciare,
ognuno vive solo come sa,
questo non è peccato,
non è peccato….
Dicono che i migliori
non hanno convinzioni,
conoscono tutto
ma non credono a niente
così io convivrò
con le mie contraddizioni
e da quel leggero dolore
che dà i contorni alla nostra vita…
Non fraintendetemi
non dico che ogni cosa è lecita,
sono forze che non puoi fermare,
è l’esperienza
che può insegnare prudenza,
tutto va bene
se non fai del male a nessuno….


“cadono vecchi tabù…nessuno si stupisce se un uomo ama un altro uomo, se le ragazze cattoliche non sono più vergini”: la cultura contemporanea vive una profonda crisi di valori. Sicuramente la nostra passerà alla storia come “l’epoca del relativismo etico”, che ha le sue radici nella filosofia di autori come Max e Nietzsche, i quali hanno decretato la “morte di Dio” arrivando anche a negare ogni riferimento etico per la vita dell’individuo e della collettività. Ciò che conta, allora, è la libertà del soggetto che, svincolato da qualsiasi valore trascendente ed etico, decide da sé il suo destino. La religione, con le sue esigenze morali, è un tabù di cui liberarsi, un retaggio del passato che ostacola la libertà. La regola del “tutti lo fanno” è l’alibi che oggi giustifica l’agire di molti e in base al quale è giudicato “arretrato” chi crede ancora in valori come matrimonio, famiglia, verginità, legalità, trasparenza, rispetto per la vita….

“non mi chiedo più se è peccato, se è un bene o un male” : se mancano i riferimenti assoluti non si distingue più dove è il bene e dove è il male e si cade nel relativismo etico con la conseguente perdita del “senso del peccato”.
In realtà davanti a noi esistono sempre due strade e ogni giorno siamo chiamati a scegliere, sapendo dove ci conduce il bene e dove ci porta il male. La Bibbia ce ne dà una chiara indicazione : “io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male…scegli dunque la vita, perchè viva tu e la tua discendenza” (cf Dt 30,15.19). Il bene coincide con Dio e la sua legge, il male con tutto ciò che si oppone a Lui. Svincolandosi da Dio e da ogni riferimento morale, l’uomo di oggi si è infilato nel tunnel del “ non senso” e del vuoto esistenziale, da cui fatica ad uscire.
“non sbaglia chi comunque va e ogni giorno è un’avventura bella da ricominciare” : senza riferimenti si vive alla giornata, si “vivacchia”, si “rosicchia la vita” ma non la si vive in pienezza, nella sua bellezza e verità più profonda. Quando non si ha nessun valore e si vive ignorando Dio non ci si realizza pienamente e le nostre migliori energie (quelle interiori e spirituali) rimangono sepolte. Basta dare uno sguardo alla storia! Coloro che l’hanno cambiata in meglio sono stati proprio quegli uomini e donne che hanno fatto di Dio il centro della loro vita testimoniandolo con l’impegno e la solidarietà verso gli altri. Tutti coloro, che hanno escluso Dio dalla loro vita hanno fatto arretrare la storia, facendola cadere nella barbarie (vedi i totalitarismi del nostro secolo come il nazismo e il “comunismo reale” in molti Paese dell’Est…).

“Ognuno vive solo come sa, questo non è peccato” : se questo significa che “ognuno si costruisce da sé la sua morale”, che “ognuno è norma a se stesso” non possiamo certo condividerlo. Se invece il “come sa” indica che ognuno segue il criterio della propria coscienza è più accettabile. La coscienza, infatti, è il luogo più sacro, più profondo e nascosto dove è presente Dio, che “è più intimo a noi di noi stessi” (s.Agostino).

“Dicono che i migliori non hanno convinzioni, conoscono tutto ma non credono a niente”: è un’affermazione certo da non assolutizzare. Non tutti, fortunatamente, sono nichilisti. C’è ancora chi crede e dentro di sé ha delle profonde convinzioni.
“così io convivrò con le mie contraddizioni”: è la scelta ipocrita di chi vive una vita incoerente, problematica ma non accetta di cambiare, di tentare una soluzione ai propri conflitti esistenziali. Finché non mettiamo in discussione le nostre scelte, interrogando la nostra coscienza, non saremo mai liberi dentro e la vera pace non abiterà in noi!

“non dico che ogni cosa è lecita, sono forze che non puoi fermare”: è una fragile giustificazione. Abbiamo sempre la capacità di scegliere tra bene e male. Ogni scelta sbagliata può essere evitata se abbiamo un quadro valoriale di riferimento.

“tutto va bene se non fai del male a nessuno”: è giusto ma in parte! Il Vangelo, infatti, ci insegna che non basta non fare il male, bisogna anche fare il bene. Solo così contribuiamo a rendere il nostro mondo più umano e vivibile!



PER RIFLETTERE:
ð Per te è importante avere dei punti fermi nella vita?
ð Quali sono i tuoi punti fermi, i valori in cui credi profonda mente?
ð Se è vero che c’è il bene e il male, per te che cos’è il peccato?
ð Nelle tue scelte, da cosa ti lasci guidare?

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