Message in a bottle

Message in a bottle

07/05/07

Preghiera di un soldato morto in guerra

Ascolta, mio Dio. mi hanno detto che non esistevi e io, come uno stupido, ho creduto che avessero ragione.
L'altra sera dal fondo di una voragine, scavata da un obice, ho visto il tuo cielo.
Di colpo mi sono accorto che mi avevano imbrogliato.
Avessi preso un po' di tempo per guardare le cose, mi sarei accorto benissimo che quelle persone si rifiutavano di chiamare gatto un gatto.
Mi chiedo, mio Dio, se ti andrebbe di stringermi la mano...
Eppure sento che non ti sarà difficile comprendermi.
E' curioso che sia dovuto venire in questo luogo d'inferno, per aver il tempo di vedere il tuo volto. Ti amo terribilmente: ecco quello che voglio che tu sappia.
Tra poco ci sarà un orribile attacco.
Chissa! Può darsi che proprio questa sera io bussi alla tua porta.
Noi due, fino a quest'istante, non siamo stati amici, e mi chiedo se mi aspetterai sulla soglia della tua casa.
Lo vedi? Adesso piango. Sì, proprio io, piango come un bambino. Se ti avessi conosciuto prima...
E' l'ora! Bisogna che vada.
E' strano; da quando ti ho incontrato non ho più paura di morire.
Questo testo è stato trovato sul cadavere di un soldato americano al momento dello sbarco in Africa del Nord, durante l'ultimo conflitto mondiale

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