L'arrivo della bella stagione ci porta a rilassarci un po' ed è pure giusto... L'importante credo sia la capacità di vivere il tempo apprezzandolo in tutte le sue piccole sfaccettature, come cioè qualcosa che non tornerà più. Impieghiamolo bene! L'invito, che rivolgo anche a me stesso ovviamente, è di preferire le attività che elevano lo spirito (buoni libri, musica, curare le amicizie...) a quelle materiali, che non lasciano niente.
Ma la cosa più importante rimane quella di vivere la vita e non lasciarsi vivere cercando di "ammazzare il tempo" come si dice di solito.
domenica 28 giugno 2009
giovedì 5 febbraio 2009
Pioggia - Rain

E' una stagione davvero piovosa, forse la più piovosa che io ricordi. Ogni giorno nuvole, acqua, umidità.. Dov'è andato a finire quel sole che ci scalda con i suoi raggi?
Quando morì mio padre mi arrivò una cartolina di condoglianze dal Canada e così diceva: "Anche quando piove, c'è sempre il sole al di là delle nuvole, ma non lo vediamo. Prima o poi tornerà a splendere".
E' così, la vita è un'alternanza di gioie e dolori e se è vero che le gioie sono effimere, lo è anche il dolore, che non ha mai l'ultima parola.
Cristo è il nostro sole, che brilla anche quando non lo vediamo.
giovedì 1 gennaio 2009
Buon Anno!
A tutti coloro che capitano da queste parti auguro un 2009 ricco di prosperità e di pace.
L'augurio più sentito è relativo alla gestione del tempo: sappiamo valorizzarlo al meglio perchè è la cosa più preziosa che Dio ci dona. Come disse un padre del deserto: "Chi ha perso oro e argento troverà altro oro e altro argento, ma chi ha perso tempo non troverà altro tempo".
L'augurio più sentito è relativo alla gestione del tempo: sappiamo valorizzarlo al meglio perchè è la cosa più preziosa che Dio ci dona. Come disse un padre del deserto: "Chi ha perso oro e argento troverà altro oro e altro argento, ma chi ha perso tempo non troverà altro tempo".
giovedì 30 ottobre 2008
Athensquare
Il titolo del blog era un po' ambizioso, ovvero richiamare le antiche piazze ateniesi nelle quali i filosofi amavano discutere delle varie tematiche. In questo senso, il blog voleva essere uno spazio libero, luogo di incontro tra credenti e non credenti, nel rispetto delle reciproche differenze e vedute.
Ho notato però uno scarso interesse, sia perchè non ho pubblicizzato sicuramente il blog, che si alimenta dai motori di ricerca (un "mordi e fuggi", un fruire di articoli e... arrivederci e grazie) ma anche perchè l'aspetto spirituale oggi è ritenuto pressochè inutile. Nel migliore dei casi c'è indifferenza piuttosto che contrapposizione.
Eppure bisognerebbe rileggersi alcune bellissime pagine di C.Jung che parla della struttura religiosa della coscienza, dell'archetipo Dio, dei disturbi che ci possono essere quando la sfera spirituale non è armonizzata con quella materiale. Oppure quelle di Bruno Forte, quando dice che in ogni credente c'è una parte di ateo e in ogni ateo una parte di credente poichè entrambi sono accomunati dalla fatica della ricerca della verità.
Sarà questa la volta buona?
Ho notato però uno scarso interesse, sia perchè non ho pubblicizzato sicuramente il blog, che si alimenta dai motori di ricerca (un "mordi e fuggi", un fruire di articoli e... arrivederci e grazie) ma anche perchè l'aspetto spirituale oggi è ritenuto pressochè inutile. Nel migliore dei casi c'è indifferenza piuttosto che contrapposizione.
Eppure bisognerebbe rileggersi alcune bellissime pagine di C.Jung che parla della struttura religiosa della coscienza, dell'archetipo Dio, dei disturbi che ci possono essere quando la sfera spirituale non è armonizzata con quella materiale. Oppure quelle di Bruno Forte, quando dice che in ogni credente c'è una parte di ateo e in ogni ateo una parte di credente poichè entrambi sono accomunati dalla fatica della ricerca della verità.
Sarà questa la volta buona?
giovedì 9 ottobre 2008
Cosa accadde nel conclave

Estratto del discorso di Benedetto XVI del 25 aprile, nell’originale tedesco e nella versione italiana apparsa su “L’Osservatore Romano” del 27 aprile
Als langsam der Gang der Abstimmungen mich erkennen ließ, daß sozusagen das Fallbeil auf mich herabfallen würde, war mir ganz schwindelig zumute. Ich hatte geglaubt, mein Lebenswerk getan zu haben und nun auf einen ruhigen Ausklang meiner Tage hoffen zu dürfen. Ich habe mit tiefer Überzeugung zum Herrn gesagt: Tu mir dies nicht an! Du hast Jüngere und Bessere, die mit ganz anderem Elan und mit ganz anderer Kraft an diese große Aufgabe herantreten können. Da hat mich ein kleiner Brief sehr berührt, den mir ein Mitbruder aus dem Kardinalskollegium geschrieben hat. Er erinnerte mich daran, daß ich die Predigt beim Gottesdienst für Johannes Paul II. vom Evangelium her unter das Wort gestellt hatte, das der Herr am See von Genezareth zu Petrus gesagt hat: Folge mir nach! Ich hatte dargestellt, wie Karol Wojtyla immer wieder vom Herrn diesen Anruf erhielt und immer neu viel aufgeben und einfach sagen mußte: Ja, ich folge dir, auch wenn du mich führst, wohin ich nicht wollte. Der Mitbruder schrieb mir: Wenn der Herr nun zu Dir sagen sollte “Folge mir”, dann erinnere Dich, was Du gepredigt hast. Verweigere Dich nicht! Sei gehorsam, wie Du es vom großen heimgegangenen Papst gesagt hast. Das fiel mir ins Herz. Bequem sind die Wege des Herrn nicht, aber wir sind ja auch nicht für die Bequemlichkeit, sondern für das Große, für das Gute geschaffen. So blieb mir am Ende nichts als Ja zu sagen...
* * *
Quando, lentamente, l’andamento delle votazioni mi ha fatto capire che, per così dire, la scure sarebbe caduta su di me, la mia testa ha incominciato a girare. Ero convinto di aver svolto l’opera di tutta una vita e di poter sperare di finire i miei giorni in tranquillità. Con profonda convinzione ho detto al Signore: non farmi questo! Disponi di persone più giovani e migliori, che possono affrontare questo grande compito con tutt’altro slancio e tutt’altra forza. Allora sono rimasto molto toccato da una breve lettera scrittami da un confratello del collegio cardinalizio. Mi ha ricordato che in occasione della messa per Giovanni Paolo II avevo incentrato l’omelia, partendo dal Vangelo, sulla parola che il Signore disse a Pietro presso il lago di Genesaret: seguimi! Avevo spiegato come Karol Wojtyla aveva sempre ricevuto di nuovo questa chiamata dal Signore, e come sempre di nuovo aveva dovuto rinunciare a molto e dire semplicemente: sì, ti seguo, anche se mi conduci dove non avrei voluto. Il confratello mi ha scritto: Se il Signore ora dovesse dire a te “seguimi”, allora ricorda ciò che hai predicato. Non rifiutarti! Sii obbediente come hai descritto il grande papa, tornato alla casa del Padre. Questo mi ha colpito nel profondo. Le vie del Signore non sono comode, ma noi non siamo creati per la comodità, bensì per le cose grandi, per il bene. Così alla fine non ho potuto fare altro che dire sì...
giovedì 2 ottobre 2008
Cosa chiedere nella preghiera

Sono molto legato a Don Bosco, santo di statura elevatissima.
Qui un suo pensiero riguardo la preghiera:
"Quando preghi osserva un ordine di richieste: domanda in primo luogo i beni spirituali, il perdono dei peccati, la luce per conoscere la volontà di Dio, la forza per manternerti nella sua grazia ; poi chiedi la salute fisica, la benedizione sulla tua famiglia, l'allontanamento delle disgrazie e la sicurezza di un lavoro...".
"Mentre state giocando, nelle conversazioni o in altro passatempo, alzate qualche volta la mente al Signore offrendo quelle azioni a Lui".
Le opinioni altrui
Un vecchio e suo figlio andavano a piedi, tirandosi dietro un asino. Un passante osservò: «Questa è bella! Hai un asino e te ne vai a piedi? Lui che è più giovane può camminare, ma tu puoi benissimo salire sulla groppa dell'asino». Il vecchio montò in sella. L'asino trotterellava . Un altro passante sopraggiunto esclamò: «Ma guardate! Il bambino se ne va a piedi ed il vecchio se ne va sulla schiena dell'asino». Il vecchio chiese: «Che cosa dovrei fare?». E l'altro: «Tu scendi, e lascia salire il ragazzo». Il vecchio scese ed il ragazzo vi salì. L'asino riprese il cammino, quando un altro passante fermò la comitiva. Anche questa terza persona volle dire la sua: «Ragazzo, prendi su anche tuo papà. Non vedi che tuo papà non resiste alla violenza del sole?». Così il vecchio e il ragazzo si trovarono seduti insieme in sella all'animale. L'asino continuò a camminare. Questa volta incontrarono un altro passante che li rimproverò: «Avete un bel coraggio a restar seduti in due sulla schiena di questo povero asino. Non vi vergognate? Smontate subito e prendetevelo sulle spalle!».Così scesero e il vecchio ed il ragazzo si caricarono sulle spalle l'asino. Allora colui che aveva dato questo bel consiglio cominciò a battere le mani ed a ridacchiare, dicendo: «L'asino è diventato più importante dell'uomo. Che divertimento!». Il vecchio ed il ragazzo lasciarono cadere violentemente l'asino per terra. Presa dallo spavento, la bestia cominciò a far piroette, dandosi poi alla fuga. Allora il vecchio rimproverò il ragazzo: «Perché l'hai lasciato andare?». Ma il ragazzo si difese: «Sei stato tu a lasciarlo andare!». Intanto l'asino era fuggito via e i due se ne tornarono a casa a piedi. Quando arrivarono videro che l'asino, conoscendo bene la strada, era giunto prima di loro. Allora la gente del villaggio commentò: «Avete un asino che è più furbo dei padroni!».
Tratto da: Silvano Garello, La tigre ingrata e altre favole del Bengala, Edizioni Emi
Tratto da: Silvano Garello, La tigre ingrata e altre favole del Bengala, Edizioni Emi
Cuore mendicante
Mi hai fatto povero tra il sorriso delle stelle, mi hai dato un cuore mendicante per le strade... Passai ramingo di porta in porta e, quando la mia borsa si riempiva, tu mandavi a derubarmi. Al termine della lunga mia giornata vengo a lagnarmi alla soglia della tua ricca casa: ecco la mia sporta vuota! Ti vidi allora scendere a prendermi per mano e mi ritrovai seduto accanto a te sul trono.
(Rabindranath Tagore)
Ci sono poesie che colpiscono dritte al cuore, come se qualcuno ti rubasse le parole e le scrivesse. L'animo umano, del resto, rimane sempre lo stesso nonostante il passare dei secoli. "Cuore mendicante" è una di queste.
(Ancora un vecchio post del 24/02/05)
(Rabindranath Tagore)
Ci sono poesie che colpiscono dritte al cuore, come se qualcuno ti rubasse le parole e le scrivesse. L'animo umano, del resto, rimane sempre lo stesso nonostante il passare dei secoli. "Cuore mendicante" è una di queste.
(Ancora un vecchio post del 24/02/05)
mercoledì 1 ottobre 2008
Il giorno della mia nascita
Anche questo è un post del vecchio blog...
Con l'aiuto di un amico, sono riuscito a rintracciare le letture della Messa del giorno della mia nascita. Mi ha colpito in particolare questo versetto del Salmo responsoriale di quel Mercoledì piovoso: Ma io confido in te, Signore; dico: «Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni». Liberami dalla mano dei miei nemici, dalla stretta dei miei persecutori. Piove anche oggi... (ma non è il mio compleanno)
Con l'aiuto di un amico, sono riuscito a rintracciare le letture della Messa del giorno della mia nascita. Mi ha colpito in particolare questo versetto del Salmo responsoriale di quel Mercoledì piovoso: Ma io confido in te, Signore; dico: «Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni». Liberami dalla mano dei miei nemici, dalla stretta dei miei persecutori. Piove anche oggi... (ma non è il mio compleanno)
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